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Panoramica
sulle antiche mura della città di
Praga
Il
perchè di un percorso fotografico
verso Praga
Le
premesse di un percorso erano volte ad una
lettura unitaria della storia e di un
presente ancora riconoscibile in
denominatori comuni, fatto di lenti fumi,
di luci e di caratteri architettonici che
ci mettono in contatto con elementi
distintivi non ancora squassati da
dironpenti degradi
paesaggistici.
Scendere
la Moldava da Cesky Krumlov a Praga
è significato ripercorrere, per i
fotografi, accompagnati dagli storici, un
regesto di fonti, anzi forzati i primi a
documentarle senza però
dimenticarsi di ritrovare lo spazio
mentale per l'affermazione del proprio
"occhio"; l'elaborazione di una "cifra
personale" è stata forse difficile,
sovrastati da una storia e da una
geografia che non è pura
configurazione spaziale.
Questo
percorso da Pordenone a Praga, così
programmato, ha offerto altresì ai
fotografi un'esperienza che si può
riassumere in una bella pagina di Claudio
Magris:"I confini muoiono e risorgono, si
spostano, si cancellano e riappaiono
inaspettati. Segnano l'esperienza, il
linguaggio, lo spazio dell'abitare, il
corpo con la salute e le sue malattie, la
psiche con le sue scissioni e i suoi
riassestamenti, la politica con la sua
spesso assurda cartografia.... la
società con le sue divisioni,
l'economia con le sue invasioni e le sue
ritirate, il pensiero con le sue mappe
dell'ordine", un ordine qui indirizzato in
un cammino dove il paesaggio "romantico
naturale" è scandito da dai
perimetri urbani e cvastellani e dove il
passato non è stato ancora
né banalizzato né
brutalizzato.
Man
mano quasi si materializzano figure e
luoghi relazionati con la nostra regione
(Friuli): Cesky Krumlov, residenza del
figlio naturale di Rodolfo II e Caterina
Strada (il cui padre ritratto da Tiziano
testimonia l'amore collezionistico del
principe asburgico) per passare poi il
dominio agli Eggeberg, signori in Friuli e
Gradisca.
Ci
si parano davanti pertanto luoghi trait
d'union tra noi e l'antica via verso
il Nord; oggi percorsa come cavalieri
erranti senza cavalli e corazza, come
d'altronde siè nella vita.
Provvisti ieri d'armatura e di forti
determinazioni, all'inseguimento di una
gloria spesso militare che portò
colà i Porcia, i Colloredo, i
Frangipane, i Torriani, i Ricchieri
.....
Il
percorso fotografico cerca di seguire tali
cronologie con tappe spesso poco note o di
rassicurante maniera.
Nella
stessa Praga non si è privilegiato
l' "evento" che tale città
può offrire ma un percorso di
raccordo ai luoghi tematici prescelti:
dall'Ospedale degli italiani, vero simbolo
storico della Comunità e ora
Istituto Italiano di Cultura, che ebbe
Bindo Chiurlo come primo rappresentante,
al Castello vera acropoli dai complessi
presidi militari e religiosi, ai luoghi
che ancora specchiano cronologie
resistenti alla
globalizzazione.
Ogni
cultura ha infatti un suo preciso nucleo
di riferimento parzialmente mutante come
gli uomini e grazie agli uomini, ma spesso
ancorato a forti identità; la
peculiarità di questo percorso
è stata quella di non affidarsi
solo a elementi "totemici" e persistenti
nel tempo ma anche di raccordare quei fili
poco visibili, vere tracce di una storia
non distratta ed esercizio per occhi non
assuefatti alle facili
rappresentazioni.
Gilberto
Ganzer
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